mercoledì, 23 gennaio 2008

Caro zio,

per il secondo anniversario della tua scomparsa voglio dedicarti una canzone nella tua lingua: il sardo.

Questa canzone è stata scritta da Andrea Parodi, anche lui purtroppo scomparso per colpa di quel brutto malaccio che ha portato via anche te.

Mi piace pensare che ora siete lassù insieme a mettere in musica le tue poesie...ti abbraccio!

DOMO MEA - Tazenda feat. Eros Ramazzotti

Co…mmo deo
So innoe
Oe eo
Soe chene-ene ribos

Antigos ‘spiritos, umbras…
Parent chi benint a mie


Ti cherzo donare su sambene
E’ la vita mia
Ti cherzo leare, oh…
E t’amo, e t’amo
Ses sa vida mea
Ogni cosa tua
E t’amo, e t’amo, oh…

Arcanos libros in domo mea
Sento le parole tue

Ti cherzo donare su sambene
E’ la vita mia
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo
Ses sa vida mea
Ogni nota tua
E t’amo, e t’amo, oh…

Anche se non è più casa mia
Sento le tue melodie

Ponemila un’idea in sa manu, in su coro

Ti cherzo donare su sambene
Ses sa vida mea
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo
Ses sa vida mea
Ses sa vida mea
(Eros e Beppe)
E t’amo, e t’amo, oh…

Arcanos libros in domo mia
Sento le parole tue

Co...mmo deo
So…li noi
Oh eh, eh oh

VOLA QUESTO CANTO PER TE!!!

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martedì, 23 gennaio 2007

Oggi è il giorno del primo anniversario della morte del mio caro zio Carmelo.

Rivolgo a lui il mio pensiero di affetto e malinconia per la sua mancanza.

Riporto di seguito dei versi tratti da opere di Kahil Gibran per salutarlo nel modo che lui certamente avrebbe apprezzato.

RICORDO

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

SOFFERENZA

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi manterener il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.

 

TRISTEZZA

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia

La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.

....e quella stella che è fissa in eterno sei tu...ciao zio non ti dimenticherò mai!

Stefania

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domenica, 26 novembre 2006

CORPUS CRISTI

E' l'alba a Dubronik,

città spenta, dove l'unica

speranza è nella fede.

Rombo di cannone,

urla l'aria, ferita

dal feroce dardo infuocato,

che cade spargendo

i suoi semi mortali.

Fiori improvvisi sbocciano

dai corpi martoriati,

fiori rossi, frastagliati,

che numerosi crescono

nell'orrendo giardino di Caino,

dove mai, nessun'ape

suggerà il nettare.

Per strada un prete prega

presso un morente:

"rimetti a noi i nostri debiti"

e per Eucarestia, un pezzo di pane,

raccolto lì, intriso di sangue.

"Corpus Cristi", recita l'orante.

L'uomo chiude gli occhi.

L'anima s'invola, verso la Luce,

finalmente, la pace.

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sabato, 04 novembre 2006

Le Edelwaiss (Stelle Alpine)

Ecco, il fatidico giorno,

vado su, nel punto più alto

del monte, a vedere il prodigio,

là, nello spazio immenso, si decide

la sorte degli astri.

E puntuali, nel buio,

per San Lorenzo,

i guochi di fuoco,

a centinaia solcano il cielo

in un ultimo guizzo di vita,

le stelle cadenti.

Avvolta nel suo luttuoso

manto, piange la notte,

madre delle stelle,

l'immane perdita, lacrime

di rugiada bagnano la terra,

e lassù, fra i dirupi mortali,

irrorate dal dolente pianto,

nascono, ambite da fate, e

da capelli di sposa,

le magnifiche e misteriose

Edelwaiss.

 

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domenica, 29 ottobre 2006

LERICI

Sferzati senza posa da Eolo,

i pini del viale si chinano,

obbligati, in un perenne omaggio,

a Poseidone, dio del mare-

Ed in fondo al molo,

il castello, che mai si

piega alla rovina, in virtù del suo antico

lignaggio sta', eterno

gigante, a guardia del lirico golfo.

Trasognante, guardano

verso Porto Venere,

la magnifica cornice del luogo,

le finestre senza vetri,

di una vecchia casa,

abbandonata, la', sul muraglione.

Il suo giardino incolto,

aspetta una mano gentile

che gli faccia il belletto,

mentre una pianta d'arancio,

mostra ai turisti che passano,

i suoi rossi ed invitanti frutti.

E sulla spiaggia, un gabbiano, deluso,

scruta una conchiglia vuota.

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domenica, 29 ottobre 2006
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domenica, 29 ottobre 2006

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domenica, 29 ottobre 2006

LA FORESTA DI GUTTURU MANNU

Intimo sposalizio tra il mio spirito

e la notturna natura,

"Gutturu Mannu" foresta magica

a cui da magnifico velo

la bianca luce lunare.

Una ninfa testimone le fa dono

di un mantello di stelle.

Il fiume che scorre nel mezzo

canta una lenta nenia

agli animali dormienti

e nell'antico rudere del nuraghe,

assisi, in sedili di pietra

gli spiriti eterni dei nostri Avi.

Il grido improvviso di una civetta

mi porta alla mente gli atavici riti

del sacerdote guerriero, un brivido,

una nuvola copre la luna,

ed il bramito del cervo in amore

mi scuote.

E' ormai l'alba

la visione è svanita.

Le ninfe si tuffano nel fiume, salutandomi.

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martedì, 29 agosto 2006

FIUMI DI FUOCO

Tra i sentieri, sui monti, corrono

veloci come il vento, cavalli di fuoco

lasciando scie, nere di fumo.

Fantasmi di alberi secolari

appaiono, nella nostra mente di Sardi

turbando i nostri sogni.

Ah, com'è nera la terra bruciata.

Cavalieri senza onore, la percorrono,

armati di frustini di fuoco

a percuotere, felici

braccia annerite, di leccio, di corbezzolo,

ormai senza vita.

Fiumi come lava incandescente, scorrono

a spegnere ciò che resta, di speranza,

di vita.

O Vulcano mortale, maledetto, mezzano

dispensatore di fuoco,

Tu non sopravvivrai

all'ecatombe del verde.

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martedì, 27 giugno 2006

Catania, crolla cantiere autostrada

Morto giovane operaio, 14 feriti

"Drammatico incidente sul lavoro sull'autostrada Catania-Siracusa, all'altezza dello svincolo di Augusta: una rampa è crollata e ha trascinato giù gli operai che la stavano costruendo. Un giovane di Messina, Antonio Veneziano, è morto, mentre altre 14 persone sono rimaste ferite, due gravemente. Sul posto sono intervenuti forze dell'ordine, protezione civile e vigili del fuoco. Il tratto autostradale è stato bloccato.

Il giovane rimasto ucciso aveva 25 anni e lavorava nel cantiere da appena tre giorni. Il bilancio però non è ancora definitivo: sul posto si sta facendo l'appello degli operai presenti al momento della tragedia per verificare se ci sono dispersi. Un elicottero dei pompieri sta sorvolando la zona per dei sopralluoghi aerei. Starebbero anche per arrivare dei gruppi cinofili. I due feriti gravi sono stati ricoverati al Cannizzaro di Catania, gli altri negli ospedali di Siracusa, Lentini e Augusta."

Alla tragedia avvenuta in questi giorni a Catania sono certa che mio zio avrebbe dedicato la sua preghiera per le vittime degli incidenti sul lavoro:

PREGHIERA

Signore io ti ho ubbidito,

quando mi dicesti,

"guadagnerai il pane

col sudore della tua fronte".

Ti ho ubbidito Signore,

senza se e senza ma.

Ho zappato la terra,

edificato case,

innalzato chiese

affinchè ci fosse un posto per onorarTi.

Ho lavorato in miniera,

sul mare,

nel cielo,

costruito ponti,

condotto il bestiame al pascolo,

ho spaccato le montagne per estrarne il marmo,

l'ho scolpito e creato immagini di Santi,

uomini giusti che ora siedono alla tua destra.

Signore ti ho sempre ubbidito.

Ora ti prego, consiglia tu l'uomo

che organizza il mio servizio.

Che possa sempre essere felice

del mio lavoro e lavorare cantando.

Che mai nessuno debba morire... di lavoro.

Grazie Signore per il mio lavoro.

Amen

postato da: carmelomandas alle ore 13:44 | Permalink | commenti (1)
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